Ho appena sentito il discorso grottesco di Simona Ventura, che ha aperto il suo programma recitando i nomi degli ultimi sei soldati morti in Afghanistan e parlando del senso della patria. Una cosa analoga l'hanno fatta il Ministro della Difesa il giorno stesso dell'attacco, il Presidente della Repubblica e quello del Consiglio, seguiti da molti altri VIP della politica e dello spettacolo. Cosa c'è di grottesco in tutto questo, oltre al vuoto delle parole pronunciate da questi cosiddetti rappresentanti delle istituzioni? C'è che i nomi degli altri 2000 (credo) soldati presenti in Afghanistan non li diranno mai... Questi aspettano sempre che qualcuno ci lasci la pelle. A quanto pare se non muori non sei degno di essere chiamato eroe.
Su Facebook ho visto molti post e gruppi che evidenziavano la disparità di trattamento tra i morti nelle missioni di guerra e i morti sul lavoro. Non so se questa è solo retorica, ma quel che è certo è che la morte dei lavoratori viene dimenticata in fretta, non viene commemorata, non viene usata come tema per film di successo e nessuna medaglia viene conferita alla memoria dei caduti. Diversamente, dopo l'ultimo attacco ai soldati italiani, abbiamo visto un numero incredibile di trasmissioni speciali e film a sconvolgere i palinsesti delle tv.
Secondo me è troppo facile andare in tv e fare bella figura usando parole come "onore", "patria" e "dovere", perché in questi casi c'è davvero poco da fare. Quando invece ci sono morti sul lavoro, gli alti papaveri delle istituzioni tengono il basso profilo, altrimenti dovrebbero confessare la loro incapacità e mostrare il loro perenne immobilismo, troppo impegnati come sono a dividersi soldi, poltrone e aree di potere.



